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Il nutrimento dell’architettura [73] – di Davide Vargas

Ho fatto un viaggio a Tokyo ed ho visto molta architettura 4.

Il piccolo museo monografico dedicato a Hokusai, opera dello studio SANAA sorge nel parco di Midori-cho nel quartiere Sumida. Il parco è uno spiazzo spelacchiato con quattro giostrine, incastrato tra edifici di scarsa qualità. Ma il quartiere è attraversato da una vitalità latente. Viene dalla mole dell’ Edo-Tokyo Museum progettato da Kiyonori Kikutake negli anni novanta.

Kikutake è uno dei fondatoti del gruppo metabolism e qui disegna una struttura potente sorretta da quattro giganteschi pilastri come gli antichi depositi alimentari che venivano costruiti sollevandoli da terra per proteggerli dall’acqua e dagli animali. Sumida poi è stato il quartiere dove Hokusai è nato e praticamente vissuto e il parco viene fuori dalle demolizioni di un antico palazzotto feudale appartenuto ad uno dei committenti del pittore. Tutto questo per dire che si arriva davanti all’edificio con la predisposizione giusta. L’edificio è un insieme di linee spezzate, un volume irregolare con una serie di tagli difficile da contenere in una definizione. Viene da pensare alla grande onda del pittore in una versione geometrizzata. Le superfici piegate riflettono la luce e un ramo trova uno sfondo inatteso.

Nella casa giapponese come nei templi c’è sempre il posto della bellezza. Ho visto tokonoma nelle stanze affacciate sui giardini di sassolini dove un monaco tirava linee con un rastrello di legno e la dedizione che hanno, chessò, le pioggerelline incessanti impegnate a bagnare ogni angolo della terra. Ne ho visto uno, forse involontario, nel 21_21 DESIGN SIGHT di Tadao Ando nel quartiere di Rappongi.

Sotto due ali di metallo che si ripiegano fino a toccare terra, tra muri di cemento inevitabilmente a vista, tra lunghe pannellature di vetro, tra piani che si affacciano uno nell’altro, in questo campionario di modernità riconoscibile e nota, una sottile asola incisa nel cemento ospita un vaso monofiore retroilluminato. Un segno di tenerezza domestica.

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