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#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA – APRILE 1967 – di Arcangelo Di Cesare

Una storia lunga cinquanta anni. A volte rileggendo la rivista si riscoprono, si rintrecciano e si sommano situazioni, avvenimenti e ricordi.

Nel fascicolo di Aprile 1967 è presentato, nella rubrica dedicata ai monumenti della storia dell’architettura, il rilievo di San Giorgio al Velabro; questa chiesa, di antichissima origine, è collocabile tra quella serie di chiese che segnarono il primo affermarsi architettonico del cristianesimo dopo l’uscita dalle catacombe.

Edificata su resti di antichità romane la chiesa ebbe un lungo periodo di decadenza e abbandono culminato con la disastrosa alluvione del 1846. In seguito, nel 1924, fu chiusa al culto; questo provvedimento dette inizio al restauro del Munoz che ne ricostruì l’immagine perduta.

Sarà questa la situazione che si trovarono di fronte i quattro studenti di architettura che ne dovevano curare il rilievo: i quattro giovani erano Piero Donin, Franco Zagari, Adachiara Zevi e Paolo Rossi. I primi tre li ritroveremo, più avanti, professori a Valle Giulia mentre il quarto no.

Paolo Rossi aveva diciannove anni e voleva fare l’architetto, non ci riuscì trovando la morte sulle scale della facoltà di Lettere il 27 aprile del 1966 colpito da un pugno di ferro che lo fece crollare a terra. La sua agonia durerà quindici ore durante le quali non riprese mai coscienza.

Il suo sacrificio servì per provocare una vigorosa risposta delle forze democratiche all’interno dell’università ma non riuscì a far emergere le verità su quell’assurda morte.

Per uno strano caso del destino quella stessa chiesa fu teatro, nel 1993, di un attentato, commesso con un’autobomba carica con 100 kg di tritolo; la macchina, parcheggiata nei pressi della facciata, causò il crollo quasi totale del portico antistante. L’attentato sarà addebitato a Cosa Nostra come intimidazione nei confronti dello Stato.

Se uno si ferma a pensarci comprende che l’architettura è, anche, quel filo conduttore che collega gli avvenimenti della nostra storia e che determina i nostri destini.

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