presS/Tletter
 

La stazione dell’Alta velocità di Afragola di Zaha Hadid – di Massimo Locci

Il 6 giugno scorso si è inaugurata la stazione dell’Alta velocità di Afragola, che si può considerare l’ultima opera realizzata da Zaha Hadid, premio Pritzker per l’Architettura. Ampliando il concetto di  infrastruttura trasportistica, la stazione è, nella sua visione avveniristica, una struttura edilizia con varie funzioni collettive e attrezzature di scala territoriale.

E’ stata realizzata a tempo di record in soli quattro anni di “duro lavoro – come evidenzia il Sindaco Domenico Tuccillo –per creare un’opportunità  di crescita e sviluppo per la grande area metropolitana; all’interno della quale Afragola si candida ad un ruolo di primo piano per il rilancio della Campania e dell’intero Mezzogiorno”. La dotazione di attrezzature, infatti, è uno degli indici sul quale si stabilisce la propensione all’innovazione di un territorio e si determinano i livelli qualitativi delle città, la loro capacità di sviluppare nuove sinergie e relazioni tra i sistemi urbani. Strategie direzionali, produttive, commerciali e socio-antropologiche.

Come tutte le opere di Zaha Hadid non passa inosservata, per le sue linee sinuose, per il linguaggio senza compromessi e la volontà di  generare principi di modernità in un contesto che ne è del tutto privo. Pensata come una struttura a ponte, con un percorso leggero e aereo che lega i due lati della ferrovia, è una morfologia complessa definita da superfici piegate, da lastre in c.a. morbide. Un’architettura di suolo e di trasparenze aeree: nasce e muore nella terra dopo aver inglobato il cielo. E’ un seme piantato per valorizzare l’intera area. Si parla, infatti, della necessità di potenziamento del sistema infrastrutturale e della creazione di un quartiere con una effettiva densità edilizia.

Fin qui gli aspetti positivi. Il problema, però, riguarda l’opportunità di realizzare la stazione dell’Alta Velocità di Napoli proprio ad Afragola, lontana dalla città capoluogo e da una struttura urbana consolidata. Il luogo, tra Casoria e Nola, è per metà campagna e per metà un agglomerato casuale, in parte anche abusivo. L’unica struttura di connessione verso la città di Napoli è rappresentata da una superstrada, peraltro secondaria e  periferica. Per raggiungere la nuova stazione, almeno nella fase attuale, bisognerà utilizzare l’auto privata o le poche linee pubbliche esistenti (treni regionali e bus).

L’operazione è stata molto dibattuta e osteggiata fin dalle prime ipotesi, cioè in fase di programmazione e di progetto, sia dai tecnici (urbanisti, trasportisti e architetti), sia dagli utenti. Urbanisticamente è una scelta sicuramente controversa e quasi incomprensibile, perché Napoli nel nodo Stazione Centrale – Stazione Garibaldi ha già l’infrastruttura adatta per le attuali necessità di un moderno Hub intermodale: è passante, ben servita dal trasporto pubblico (metro, bus, taxi), in stretta relazione con il porto (ora in via di riqualificazione nel tratto fronteggiante il Maschio Angioino). E’ vicina alla stazione marittima e ai moli turistici (peraltro strettamente connessi dalla linea metro), rappresentanti il principale snodo di inter-connessione per le isole e per le navi da crociera.

Soprattutto è una bella struttura (progettata da Cocchia, Piccinato e Zevi) da poco tempo integralmente ristrutturata. La Stazione Centrale è dinamicamente connessa con il centro storico, con il Centro Direzionale e con gli spazi urbani più vitali; peraltro recentemente potenziati con l’intervento di Dominique Perrault.

Ufficialmente la Stazione Centrale sarà declassata rispetto alla Stazione TAV di Afragola ma sarà molto difficile che ciò avvenga in tempi brevi.  Si rischia di ricreare lo stesso errore di Roma  dove, per una serie di scelte contraddittorie, la Stazione Termini rimane ancora il più importante scalo ferroviario  di Roma e il maggiore d’Italia, mentre quella  nuova dell’alta velocità della Tiburtina non decolla.

Foto da Living Corriere: http://living.corriere.it/tendenze/architettura/gallery/la-stazione-di-zaha-hadid/

Leave A Response