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Rivoluzione silenziosa – di Marco Ermentini

Anche oggi debbo sopportare un volgare nuovo condominio che con la scusa dell’efficienza energetica sembra un bunker antiatomico d’acciaio. Ma è mai possibile che non abbiamo capito niente degli errori del passato. Dopo tanti fallimenti forse dobbiamo cercare il riscatto della nostra professione incentivando una reazione per contrasto, cercando di proporre un’ architettura velata che richiede un atteggiamento di pudore spaziale. Solo una tale pratica può essere in grado di gettare ponti, di costruire davvero relazioni. Libera dal narcisismo esagerato del soggetto potrà finalmente dire qualcosa e dirla a qualcuno.

Così, in silenzio l’architettura timida delle nuove generazioni continua a scavare le sue nicchie, ad allargare le crepe, a occupare gli interstizi, a navigare di bolina contro il vento, a prestare attenzione alle cose minime, a suonare in sordina, a camminare in punta di piedi, a praticare la non violenza verso il mondo. Certo è una sfida, ma anche le rivoluzioni possono farsi in maniera silenziosa.

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