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Il valore dell’architettura della provincia italiana: l’esempio della sede della ex Banca Cattolica di Montefiascone – di Francesco Moretti

Il problema della storia dell’architettura sta nel fatto che molto spesso, come la storia in generale, è scritta da chi “vince”.

I “vincitori”, o presunti tali, hanno il grosso difetto di guardare con una certa soggettività  l’ambiente che li circonda, credendo che il  mondo sia fatto a loro immagine e somiglianza.

Se a questo aggiungiamo il fatto che anche “mostri sacri” come Manfredo Tafuri possono sbagliarsi nei confronti dell’opera di una architetto (nota è la diffidenza di Tafuri e della sua cerchia nei confronti del professionismo di Luigi Moretti) ecco che spesso si corre il rischio di perdersi esempi di architettura  di un certo pregio o che comunque raccontano un pezzo di città e di vita quotidiana.

Spesso queste architetture si nascondono dove meno te lo aspetti come ad esempio nelle piccole cittadine della provincia italiana dove sono vissute in maniera distratta ed indifferente rispetto magari ad edifici di epoche ben più datate.

Montefiascone per esempio, è una cittadina in provincia di Viterbo famosa per mirabili opere del passato come la Rocca dei Papi o la Basilica di Santa Margherita ma sconosciuta per quanto riguarda l’architettura contemporanea che eppure è presente sul territorio con esempi degni di nota come Palazzo Frigo (costruito durante il ventennio fascista dall’architetto Ginesi) e come la sede della ex Banca Cattolica di Montefiascone progettata sul finire degli anni  settanta dagli architetti Paolo Mezzetti e Flavio Leoni con l’ Ingegner Enrico Mezzetti.

In particolare, quest’ultimo edificio, pensato come moderno, funzionale ed elegante, si presenta come un elemento alieno all’interno di un palinsesto storico ed urbanistico ormai sedimentato rifiutando qualsiasi tipo di operazione mimetica o di adattamento all’ambiente.

Infatti, la forma della nuova banca, che nasce da esigenze funzionali e distributive, “vibra” grazie ad una serie di “modanature” sul prospetto principale che, intese più alla maniera di Luigi Moretti invece che in senso classico, rendono il fabbricato una sorta di grande trabeazione abitabile in beton brut.

Nel progetto originario inoltre, la matericità del complesso, che quasi si annulla  sulla piazzetta interna alle mura del centro storico per non gravare troppo sul piccolo spazio interno, sarebbe dovuta  essere ancor più evidente grazie ad una serie di giardini pensili sulla copertura, che in una sorta di catastilosi progettata, avrebbero dovuto rendere l’elemento architettonico come sempiterno e fuggevole da qualsiasi classificazione storica e/o stilistica.

All’interno, la presenza di spazi sferici, prismatici e piramidali unita all’ uso di materiali moderni, lavorati con tecniche antiche, comunica al fruitore quell’enigmaticità rara e preziosa tipica di alcune architetture italiane del novecento senza comunque  scomodare i fantasmi dell’identità e della tradizione tanto cari a certa critica forse più impegnata a risolvere annose questioni di scarso interesse che a combattere quello che per Bruno Zevi è il nodo cruciale del dibattito architettonico: l’ignoranza ed il disinteresse generale per l’architettura da parte del grande pubblico.

Un problema che può essere risolto soltanto da critici coraggiosi ed appassionati, mai appagati dal Saper vedere l’architettura e da architetti capaci e talentuosi che, nel loro piccolo, non rinunciano a scrivere sul grande libro della città infischiandosene di vinti e vincitori.

In copertina: La sede della ex Banca Cattolica vista dalla porta urbica che conduce in Piazza Vittorio Emanuele (ph: F. Moretti)

La sede della Banca vista dall’interno delle mura storiche della città (ph: F. Moretti)

Il prospetto su via Indipendenza  (da: G. Breccola, 1928 – 2008. Ottanta anni della Banca Cooperativa Cattolica di Montefiascone, Acquapendente 2008)

Il prospetto posto sulla piazzetta interna vicina a Piazza della Repubblica (da: G. Breccola, 1928 – 2008. Ottanta anni della Banca Cooperativa Cattolica di Montefiascone, Acquapendente 2008)

La sede della ex Banca Cattolica  con sullo sfondo la cupola della Basilica di Santa Margherita (ph: F. Moretti)

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