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Amir Yeke. “La parola e le sue trasformazioni”

 

Amir Yeke. “La parola e le sue trasformazioni”
A cura di Roberta Melasecca

Rome Art Week 9/14 ottobre 2017
Inaugurazione 9 ottobre 2017 ore 18.30 | Interno 14 | Via Carlo Alberto 63 – Roma

Il giorno 9 ottobre 2017 alle ore 18.30, in concomitanza e in occasione di Rome Art Week 2017, Interno 14 presenta “La parola e le sue trasformazioni” di Amir Yeke, a cura di Roberta Melasecca.

Ogni realtà, al fine di inserirsi nelle nostre strutture mentali e per entrare in relazione con altre realtà, per essere pensiero, deve assumere una immagine. Inizia così un processo che permette di trasformare l’immagine in parola: realtà diventa azione, altra esistenza, la parola ridiventa immagine e si interseca in modo diretto e spontaneo con le ispirazioni, le esperienze. L’immagine si arricchisce delle forme della parola: lettere e forme della parola stessa, scritta nelle diverse lingue, si fondono con i segni e i colori. Da questa fusione nasce un nuovo corpo materico che tutti possono vedere, comprendere, distinguere.

“(…) Nelle tele di Amir ogni elemento, ogni monogramma, ogni flebile o evidente figura corrisponde ad una diversa parola con un esatto significato: l’immagine diventa parola dopo aver seguito il suo misterioso cerebrale percorso e si realizza in una azione, un corpo che interagisce con l’osservatore e coinvolge il mondo delle relazioni.

Posso guardare le tele di Amir e pronunciare parole che sono l’immagine concreta di varie manifestazioni: paura, sconforto, sconcerto, confusione, pianto, ma anche salvezza, libertà, respiro, incontro. Nel momento stesso in cui le parole sono dette, iniziano un viaggio circolare durante il quale si ritrasformano in immagini significanti, ognuna contenente un mondo diverso. Non solo parole, ma mondi che si sprigionano in colori roboanti e che affermano una precisa identità. La mia identità: anche io sono improvvisamente catapultata in questo movimento ininterrotto. E’ un processo non personalistico ed individualista ma che genera una realtà personale e collettiva: riconosco la mia identità nel momento in cui questa entra in relazione con le altre, con altri osservatori, ma in primis con quella dello stesso artista.

Le parole, i colori e le immagini di Amir racchiudono l’estratto di mondi che si intersecano, si confrontano, si scontrano, in un dialogo non sempre sereno. Dove maggiore è l’astrazione del segno, la parola si scioglie, si libera dalla carica emotiva e contraddittoria: sprigiona così tutta la sua potenza, alimentando il sogno e l’utopia. Utopia, o forse desiderio o necessità: in Amir il segno tenta di svincolarsi dalle regole e dai sistemi a cui è sottoposto per tendere a pura essenza e puro spirito, luogo non luogo dove tutto è realizzabile. Inizio di un viaggio.” (dal testo critico “Le parole, immagini della mente” di Roberta Melasecca)

Amir Yeke nasce a Teheran (Iran) nel 1973. La sua formazione artistica si svolge fra Iran, Armenia e Italia. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 2011 con il massimo dei voti. Viaggia in quasi tutta Europa, studia le opere dei grandi maestri dell’arte. S’impadronisce della tecnica e dei concetti pittorici ma non privilegia mai alcun “ismo”, bensì si nutre di tutto ciò che in essi è contenuto, per arrivare ad una sintesi che presenta attraverso forme, colori e segni essenziali. La pittura di Amir richiama in maniera evidente l’arte iraniana. Il materiale di elezione è costituito soprattutto dai testi sacri del Corano e della Bibbia e dalla poesia teosofica persiana. I temi sono suggeriti dalla realtà quotidiana, quali figure umane, paesaggi naturali, nature morte, spazi urbani, memorie, sogni, ma anche la forma delle parole e delle lettere nelle diverse lingue. Osserva la struttura delle varie forme e dei vari colori, per arrivare ad un disegno minimalista, per fondere i segni estrapolati e sintetizzarli, creando delle forme nuove, che costruiranno le sue composizioni pittoriche nella direzione dei concetti che vuole presentare. L’approccio alla creazione dello spazio pittorico è contraddistinto in Amir dall’espressività del segno, dall’uso particolare del colore e dall’improvvisazione priva di automazione. I suoi quadri sono racconti vivi ma non immediati che richiedono tempo. Ed è proprio il tempo ciò che egli spera possa essere “preso” dalla sua arte. Fermarsi di fronte all’opera e costruirsi, nel tempo impiegato per osservare gli strati pittorici, una propria narrazione, una propria storia, un proprio tempo. Oltre che a mostre collettive, partecipa a diversi workshop e performance. Vive e lavora a Roma. Tra le principali esposizioni: 2016 – Galleria Il Raggio, personale “THE COLOR OF SPACE”, Lugano (Svizzera); 2017 – Museo della Cattedrale, Palazzo Garofalo, Mostra interculturale d’arte collettiva “MIGRANTES”, Ragusa (Italia); 2016 – Civica Raccolta “Carmelo Cappello”, Palazzo Zacco, collettiva “SFACCIATI”, Ragusa (Italia); 2016 – Jadite Galleries, collettiva “SQUARE LITTLE WORLDS”, New York (USA); 2016 – Palazzo del Freddo Giovanni Fassi, collettiva “ESQUILINO. IL RIONE DEI LIBRI”, Roma (Italia); 2016 – Atelier di artista, Rassegna “ALL’ESQUILINO, UN INCONTRO CON L’ARTISTA”, personale Roma (Italia); 2015 – Centro Arti Visive Pescheria Pesaro, personale “FLUSSI PARALLELI E OGGI”, Pesaro (Italia).

La mostra aderisce alla 13° Giornata del Contemporaneo.

SCARICA IL TESTO CRITICO DI ROBERTA MELASECCA

INFO

Amir Yeke.
“La parola e le sue trasformazioni”

A cura di Roberta Melasecca

Inaugurazione 9 ottobre 2017 ore 18.30
Interno 14 – Via Carlo Alberto 63 Roma

Rome Art Week 9/14 ottobre 2017
Fino al 21 ottobre 2017: dal 9 al 14 ottobre tutti i giorni dalle 18 alle 20.30 – dal 15 al 21 ottobre su appuntamento: 3494945612

L’iniziativa non si prefigge finalità commerciali di alcun genere, ma fa parte delle attività culturali dell’associazione.

AIAC Associazione Italiana di Architettura e Critica
Art Director Interno 14 – ufficio stampa Roberta Melasecca
uffstampaaiac@presstletter.com   roberta.melasecca@gmail.com / tel. 349 4945612 www.presstletter.com

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