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Il nutrimento dell’architettura [78] – di Davide Vargas

Ho partecipato a una gara per l’affidamento di una progettazione esecutiva. Ho deciso di proporre un fortissimo ribasso. Ma ha vinto un professionista più, diciamo, intraprendente, con un ribasso del 65%. Non c’è giudizio in questa cronistoria, c’ero dentro anche io. L’assegnazione è avvenuta dopo che con un complicato sistema di calcolo sono state escluse le offerte più basse. Non capisco il bisogno di questa procedura dal momento che sarebbero risultate comunque perdenti.

Ma il sistema è questo: le uniche offerte serie (10%, 15%…), plausibili con un sistema di sconto a favore delle opere pubbliche, o non sono competitive o vengono addirittura escluse. Ma non è tutto. L’ente assegnerà un tempo di quindici giorni per la redazione del progetto. Non c’è nessuna differenza con l’evento del progetto ad un euro che ha fatto tanto scalpore. Ma un’unica linea di continuità: il ricatto che subiscono i professionisti a cui devono sottostare necessariamente, messi con le spalle al muro. Con l’aggravante dei tempi e il rischio di penali.

E un’altra aggravante: la committenza privata sente l’aria che tira e si adegua. Come a dire: non c’è scampo.

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