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Quasi – di Marco Ermentini

 

È un termine a prima vista innocuo o persino banale. Eppure nasconde molte cose. Nel nostro mondo digitale non è gradito perchè non preciso: “E’  un edificio lungo quasi un chilometro, questo parapetto è alto quasi un metro, questo libro costa quasi dieci euro”. È un’ approssimazione di qualcosa non ancora raggiunto.

Se dico che il bicchiere è quasi pieno subito mi sbilancio verso un traguardo che intendo perseguire. Insomma è un termine spinoso che per dirla con Gianni Gasparini ” sfugge alla logica della nostra epoca che predilige il sistema binario, delle scelte obbligate tra zero è uno, tra sì è no. Il quasi addolcisce le asprezze degli angoli e delle contrapposizioni, le smussa nel passaggio, talvolta creando nuove figure giuridiche o economiche. Indica il tipico stato intermedio della condizione umana, tra il già avvenuto e in non ancora.”

Impariamo quindi a utilizzare il quasi perchè implica una ricerca, una tensione verso la pienezza della nostra vita.

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