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Il nutrimento dell’architettura [90] – di Davide Vargas

Dopo l’arredo urbano a guisa di sarcofago [Il nutrimento dell’architettura 88] e l’offesa dei cassonetti davanti alla targa in ricordo degli eroi [Il nutrimento dell’architettura 89], la serata dei David di Donatello rende onore a Napoli e alla sua cultura. Un riconoscimento su tutti: che un “film” di animazione È un FILM. E questo racconta di una visione a lungo termine, di un coraggio a pensare diverso, di una fiducia nel linguaggio. Tutte cose che non sono connaturate con lo stereotipo dell’uomo meridionale. Tutte cose che hanno a che vedere con l’architettura. Uno degli autori di “Gatta Cenerentola” è figlio di uno dei miei professori all’università, ma questa è roba privata e di un secolo fa.

E poi c’è il lavoro, paziente e minuzioso. Come un viaggio un passo dopo l’altro. Con i mezzi, questo sì tutti meridionali, dei luoghi. Come sempre occorre capovolgere il punto di vista. Mi viene in mente l’inizio e la fine di una poesia di Seamus Heaney, dice:

Capovolgi il bastone della pioggia e ciò che accade/ è musica che mai avresti immaginato/ di ascoltare […]

E poi:

Che importa se tutta la musica che traspira/ è la caduta di sabbia o semi secchi in un cactus? […]

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