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Donne in architettura: Elena Luzzatto Valentini (1900 – 1983) – di Carlo Gibiino

 

Elena Luzzatto Valentini (1900 – 1983)
Nacque ad Ancona e fu la prima donna italiana a laurearsi in architettura presso la Regia Scuola Superiore di Architettura di Roma. Si iscrisse, infatti, nel 1921 e concluse gli studi nel 1925 con una tesi dal titolo “Sanatorio nei pressi del lago di Como”. Iniziò a lavorare subito come libera professionista e divenne una pioniera del Razionalismo italiano. Morì a Roma nel 1983.

Visse la sua vita e la professione in un momento storico in cui lo stesso Mussolini nel 1927 diceva: “La donna è estranea all’architettura, che è sintesi di tutte le arti; essa è analitica, non sintetica.

Appena laureata nel 1925 alla Regia scuola superiore di architettura di Roma, Elena Luzzatto entrò nell’Ufficio Tecnico del Comune di Roma e fino al 1934 fu assistente alla cattedra del professor Fasolo (promotore della Scuola di Architettura di Roma, divenuta in seguito la prima facoltà di architettura in Italia, fu anche direttore della Scuola di disegno della facoltà di ingegneria, fondò la Scuola di perfezionamento per il restauro dei monumenti ed il periodico “Quaderni dell’Istituto di Storia dell’Architettura”).

Nel 1930 vinse il concorso per dei villini al Lido di Roma, e nel 1932 un altro per un lotto di case sempre a Ostia Lido. Nel 1935 poi realizzò il mercato coperto di piazza Principe di Napoli a Roma, oggi piazza Alessandria, commissionata dal Governatorato dell’Urbe, struttura tuttora in funzione. Elena Luzzatto è stata molto attiva anche nell’edilizia ospedaliera: partecipò con successo ai concorsi per gli ospedali di Bolzano e di Viterbo insieme col marito, ingegnere, Felice Romoli. Nel 1937 progettò una palazzina di viale Romania a Roma, nel quartiere Parioli, dopo aver vinto un concorso bandito dall’Incis. Costruì anche una villa a Bracciano e a Taormina. Ma tra le opere pubbliche realizzate dobbiamo citare il cimitero Flaminio, detto dai romani di Prima Porta, costruito nel 1945 e il cimitero militare del 1944, oltre ad alcune steli funerarie ubicate al cimitero monumentale del Verano, sempre a Roma. Non abbiamo notizie sulle sue attività durante la guerra, ma nell’immediato post bellico contribuì alla ricostruzione con il mercato del quartiere Primavalle del 1950, a Roma, la scuola media di Villa Chigi del 1960, nonché con la progettazione di case popolari per la Ina-Casa nell’Italia meridionale e in Sardegna

Lavorò per il Comune fino al 1958 quando andò in pensione, ma mantenne il proprio studio privato fino all’età di 77 anni. Diventò un architetto riconosciuto e subito dopo la guerra nel 1950 fu una delle poche architetti femminili ad essere esposta in Italia. Si è concentrata sul lavoro e non ha scritto nulla, per quanto ne sappiamo. Le sue collaborazioni rimangono ampiamente sconosciute e ciò che è noto è che sposò un ingegnere cattolico all’età di 36 anni; hanno collaborato a diverse competizioni.

Elena ha anche collaborato non solo con uomini ma anche donne importanti, ad esempio con la prima donna ingegnere Maria Casoni-Bortolotti o la prima donna paesaggista italiana, Maria Teresa Parpagliolo.

In copertina: Villini a Genale, Somalia 1933, fonte: architettiroma

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