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#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA – MARZO 1968 – di Arcangelo Di Cesare

Nel fascicolo di marzo 1968 un reportage dall’America, opera dell’Architetto Luciano Rubino, si occupa della Frederick C.Robie House, realizzata nel 1908 sulla South Side di Chigaco, dal quarantenne Architetto Frank Lloyd Wright.

Questa casa nelle intenzioni del progettista doveva divenire il manifesto dell’ideale ricovero umano nel libero spazio della prateria.

La libertà espressiva, fondata sulla progressiva smaterializzazione della scatola muraria a favore di una maggiore integrazione tra interno ed esterno, e l’accentuazione delle linee orizzontali, basate sui tetti aggettanti, le finestre a nastro e le fasce marcapiano, determinarono quella rivoluzione che modificò per sempre la casa tradizionale americana.

La sua costruzione influenzò notevolmente anche gli architetti europei divenendo in poco tempo una pietra miliare dell’architettura residenziale.

Grandi spazi continui, articolati mediante artifici architettonici, quali camini e scale, e mai divisi da porte e tramezzi; muri perimetrali, concepiti come schermature, che partendo da uno zoccolo rialzato rispetto alla quota del terreno, permettevano una veduta migliore;

l’intonaco delle gronde colorato di chiaro per riflettere la luce nei locali che altrimenti sarebbero rimasti al buio; i vani finestra protetti dal vento e dal sole grazie agli ampi sporti di gronda sono alcune delle peculiarità della casa.

Rileggere a distanza di più di 100 anni questo edificio è un esercizio potente e stupefacente: sembra impossibile che nel medesimo edificio possano coesistere tanti elementi, tanto vigorosi e tanto sapientemente assortiti, capaci di condensare quella fluidità spaziale. Fluidità che costringerà ognuno di questi elementi a deformarsi per esaltare, sempre e comunque, la linea orizzontale.

La “Robie house” segnerà un punto fermo dell’architettura wrightiana, sintetizzando e integrando tutte le componenti studiate in precedenza.  Siamo nel 1908 e dopo di essa ci saranno gli scattanti passi in avanti che ben conosciamo…

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