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Silenzio e tempesta – di Marco Ermentini

Proviamo a pensarci: i grandi cambiamenti non sono generati dalle cose rumorose ma da quelle silenziose. Viviamo immersi in una sovrabbondanza di metri cubi e di gesti epocali. Forse è meglio reagire per opposizione cercando di proporre un’architettura velata che richiede un atteggiamento di pudore spaziale. Solo una tale pratica è in grado di gettare ponti, di costruire davvero relazioni. Libera dal narcisismo del soggetto potrà finalmente dire qualcosa e dirla a qualcuno.

Le architetture più silenziose sono quelle che portano la tempesta.

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