di Marco Maria Sambo
Intro
Racconti di Architettura
Frammento70
Roma, mercoledì 9 giugno 2010, Casa dell’Architettura, ore 18:00. Álvaro Siza Vieira è seduto fuori, all’ombra. Sorseggia un caffè freddo. Mentre beve, lentamente, parla con due giornalisti di Radio3Suite. Ogni tanto si volta verso di me e Maddalena D’Alfonso. Poi torna a guardare i giornalisti. Noi lo osserviamo in silenzio, mentre parla, cercando di ascoltare ogni cosa, ogni singola parola. Finita l’intervista ci alziamo e scortiamo Siza, accerchiato dai giovani fan, all’interno dell’arena, nell’Acquario Romano, sede della Casa dell'Architettura di Roma. Passiamo dall’entrata laterale, dal bar. Appena entriamo il mormorio si trasforma pian piano in applauso, crescente, scrosciante. Arriviamo sul palco dove gli oratori tengono i loro discorsi. La folla è tutta per lui, per Álvaro Siza. Lui guarda quasi intimidito. Alzo gli occhi, un istante, e vedo l'Acquario Romano come non lo avevo mai visto in vita mia, pieno, gremito, denso di influssi positivi. Le persone si affacciano dagli anelli del primo e secondo piano. Uno spettacolo fantastico. Inizia la Conferenza. È il 9 giugno 2010: alla Casa dell’Architettura di Roma abbiamo tutti scritto una piccola pagina di Storia della nostra città.
Link - Video: Alvaro Siza Vieira, sulla Museografia, Festa dell'Architettura di Roma 2010
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