Possiamo ipotizzare che esistano due categorie di scrittori di cose architettoniche: quelli che creano le mitologie e quelli che le mettono in discussione. I primi cercano di dimostrare che le opere del tale progettista rispondono ai bisogni di un’epoca, ne sono la sintesi. Il più bravo fu certamente Giedion. Ma anche al di fuori dell’empireo [...]
Ecco una variante della regola precedente del non fare perdere tempo: mettetevi sempre nei panni dell’interlocutore e cercate di risolvergli i problemi. Proponete solo ciò che potrebbe essergli utile. Quindi prima studiate la vostra vittima e i suoi prodotti e solo poi fategli quelle proposte mirate che potrebbero interessarlo perchè in linea con la sua attività. [...]
Ricordatevi sempre la regola delle regole: non fate perdere tempo ai vostri interlocutori. Le redazioni apprezzano particolarmente le persone pratiche e di buon senso, molto di più di quelle che sono preparate, serie e colte ma inaffidabili e confusionarie. Per capirci, ecco sette esempi: - non mandate proposte irragionevolmente lunghe o testi prolissi sui quali richiedete un parere: nessuno [...]
Se in uno scritto criticate il pensiero di un autore siate molto attenti a presentare ben distinte le sue dalle vostre opinioni. Se poi l’autore lo recensite perché muove critiche ad altri autori, state attenti che risulti chiaro chi dice che cosa. Se no il lettore, il quale sovente è distratto e va di fretta, [...]
Non bisognerebbe mai cominciare uno scritto con una affermazione di carattere generale. Quindi evitiamo incipit del tipo: ” da sempre gli uomini hanno cercato nell’architettura un rifugio…” oppure ” nella storia dell’architettura esistono personaggi geniali che…”. Chi attacca in questo modo corre il rischio di apparire banale e saccente. Tali affermazioni sono quasi sempre scontate e [...]
Cosa vuol dire non essere generici? Dare informazioni circostanziate e non vaghe. Quindi, per esempio, non affermare “c’era caldo” ma fornire una temperatura o qualche notizia che faccia a capire al lettore quanto effettivamente ce ne fosse. Non “ è piaciuto al pubblico” ma dare i dati di share o di vendita. Dove la genericità, [...]
Perché ai pezzi non si deve mettere il titolo? Perché è la redazione che vi provvede direttamente in base alla linea editoriale e allo spazio a disposizione che, a sua volta, dipende dall’impaginazione scelta: su una, due o più colonne, con una maggiore o minore altezza di carattere ecc…. In ogni redazione c’è un titolista che [...]
Una buona immagine vale molte parole. Come in un articolo in cui Claudio Magris parlava del bisogno di eternità che trapelava dall’ideologia nazista e dal fatto che, poi, il Terzo Reich durò poco più di dieci anni, il tempo di vita di uno scaldabagno. O come in un articolo in cui Indro Montanelli raccontava di quando il presidente Luigi [...]
Se per la carta stampata il limite dell’attenzione è 3600 battute, la lunghezza di un editoriale, per internet è circa 2000, lo spazio di un commento. E per fortuna perché chi scrive è costretto a risparmiare parole evitando ripetizioni stancanti e senza senso. Si dirà che il ragionamento ha bisogno di spazi e di lentezza. [...]
Per essere dei critici , sembrerebbe banale ricordarlo, bisogna criticare, cioè muoversi nel campo dei giudizi di valore. Descrivere, come fanno oggi molte riviste di architettura, non basta. Inoltre la scrittura critica deve essere specifica. Non c’è niente di più insopportabile di quei brani che svicolano dall’argomento assegnato, trattando di altro. Se devo parlare di un edificio [...]